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“DIALOGO TRA COLORI”: GRAZIA DANTI A LA LOGGIA

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Written by savethecity

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“DIALOGO TRA COLORI”: GRAZIA DANTI IN MOSTRA A LA LOGGIA

di Donatella Righini

Grazia Danti, pittrice fiorentina, classe 1961, ha raccolto recenti successi in città, in sedi non istituzionali per una pittrice. Fra queste merita ricordare lo spazio che la Mostra dell’Artigianato dedicò l’anno scorso ai pittori fiorentini e il raffinato showroom di arredamento e design d’autore Spazio360° di Stefano Gualandi. Dal 29 marzo e fino alla fine di aprile, ancora una volta, Grazia Danti ha scelto una sede speciale per la nostra città: il ristorante La Loggia al Piazzale Michelangelo, recentemente riaperto con la nuova gestione dei fratelli Caprarella. La Loggia fu progettata da Giuseppe Poggi nel 1865 per abbellire Firenze capitale, ed era il punto di arrivo di una serie di viali, che Poggi progettò si snodassero verso l’alto fino al Piazzale, una vera e propria terrazza sulla città. La Loggia doveva essere un Museo michelangiolesco, ma le opere d’arte non arrivarono e dal 1875 fu utilizzata come caffè e ristorante. I fratelli Caprarella hanno deciso di ridare vita anche ai fasti artistici e culturali che erano previsti nel progetto del 1865 e per questo sono stati lieti di accogliere, negli spazi completamente ristrutturati, “Dialogo fra colori”, venti opere di Grazia Danti, dedicate al tema dell’immigrazione delle donne, nonché alla donna vittima ancora di violenza, alla donna che, come ha detto la Danti stessa in occasione dell’inaugurazione, ha “una libertà apparente”. Donna velata o donna africana, dunque, sono le protagoniste dei quadri esposti, che esprimono la voglia di affermarsi, di denunciare le limitazioni alla loro libertà. “Donne misteriose e violate” è infatti il sottotiolo, che evidenzia il tratto misterioso, risultato di una ingiustiza, che le figure femminili emanano dai dipinti della Danti. Sono figure femminili che spesso emergono dallo sfondo dei quadri, con una sensibilità evocativa che è uno dei tanti tratti stilistici dell’artista. Alcune delle opere, dipinte a olio, sono su tela, altre, le ultime (i tondi) su faesite con fondo di gesso nero e frequente presenza di foglia dorata. “Reputo il tondo una sorta di forma ancestrale” dice Grazia Danti, che aggiunge “Amo i colori e ho scelto il fondo nero perché reputo questo colore, come il bianco, un non-colore, dal quale fuoriescono tutti gli altri”.
Molto importanti sono sempre anche le cornici, che la Danti personalizza sempre a seconda del soggetto di ogni suo quadro.

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